venerdì 29 novembre 2013

Questo è il tè: introduzione al protagonista di un rito

Foto tratta da www.artedelricevere.com


Le origini dell'infusione del tè si perdono nella mitologia cinese. Un'umile piantina, che assomiglia ad un cespuglio ricco di foglie e cresce in climi molto umidi, dà vita a centinaia di tipologie di tè, dipendenti sia dal territorio in cui viene coltivata, sia dai trattamenti che seguono alle raccolte (fino a quattro in un anno).
Per avere un'idea seria di cosa sia il tè, dovete lasciare nel cassetto le comode bustine che però il più delle volte contengono miscele di tè broken (ovvero a foglia spezzata) di valore piuttosto basso. Armatevi di pazienza e cercate un negozio che venda tè in foglia intera. Se siete davvero molto motivati, potrete anche imparare il significato di sigle misteriose, tipo TGFOP, che indicano la qualità dei tè come le Doc indicano quelle dei vini.

La tazza perfetta
Prima di iniziare questo viaggio nel mondo del tè, pochi consigli pratici per preparare la tazza perfetta: scaldate l'acqua in un bollitore ma evitate che arrivi ad ebollizione (90° va più che bene); versate un cucchiaino di tè per ogni invitato nella teiera oppure nella tazza direttamente con un filtro riutilizzabile; lasciate in infusione solo il tempo che il tipo di tè richiede (da un minuto ad un massimo di 10, a seconda della qualità); evitate di dolcificare e inquinare il tè con latte o limone: berlo puro è il modo migliore per apprezzarlo.

Tè verde e tè nero
Come nel vino ci sono le due grandi famiglie del rosso e del bianco, anche nel tè esistono le due famiglie del nero e del verde. Al contrario del vino, la pianta di partenza è sempre la stessa, la Camelia sinensis. Quello che cambia fondamentalmente è il trattamento a cui vengono sottoposte le foglie: il tè nero dopo la raccolta viene arrotolato e fatto fermentare per 3-4 ore in ambiente umido, infine essiccato per la conservazione. Nella preparazione del tè verde, al contrario, la fermentazione viene inibita con esposizione ad alte temperature, tramite riscaldamento in bacini di rame posti sul fuoco (Cina) o al vapore in vasche (Giappone). Il tè nero dà origine a infusi di colore scuro, intensi e profumati, più vicini al caffè (e questo fu il motivo che ne innescò l'importazione e il consumo da parte dei paesi dell'Occidente). Il té verde invece produce infusi chiari, tra il giallo e il verde chiaro, con sapori molto delicati e sfuggenti per palati non abituati. Quello che viene abitualmente bevuto in Italia, tritato e contenuto nelle comode bustine, è tè nero. Ma il tè con maggiori proprietà salutari è indiscutibilmente il té verde: per dire solo le principali, è meno ricco di teina (analogo della caffeina), è rilassante, antiossidante e anticancerogeno, riduce il tasso di colesterolo ed è dispensatore di minerali vari.

Un tè verde e un tè nero della Cina
Secondo produttore mondiale di tè, la Cina ne è la patria storica.
Uno dei tè verdi più diffusi e che vi verrà facile trovare è il Gunpowder, che prende il nome dalla forma a “pallini” che assumono le foglie arrotolate. Viene prodotto da molti giardini del nord-est e quindi è possibile trovarne di qualità davvero molto diverse. Dà un infuso intenso e un po' amaro. E' questo il tè che si beve nel Nord dell'Africa, arricchito con foglie di menta. E' piccolo, il mondo...
Come rappresentante dei tè neri cinesi, consiglio il Keemun, prodotto nell'omonima regione, L'infuso che se ne ricava è fruttato e intenso, viene consigliato come digestivo, io lo preferisco a colazione. Una volta assaggiato, non si dimentica.
Solo di passaggio voglio accennare ai profumati tè “scented”, ovvero arricchiti di fiori e petali (di gelsomino, di magnolia, di orchidea, di rosa, di osmanto e altri), caratteristici della tradizione cinese, da distinguere fermamente dalla pletora di tè aromatizzati oggi in auge, più adatti questi ultimi ai consumatori di gomma da masticare.

Un tè nero dell'India
L'India è il primo produttore mondiale di tè. La produzione è notevolmente aumentata dal 1800, con l'importazione inglese, utilizzando la Camelia assamica, pianta autoctona.
Il darjeeling è il tè nero più rappresentativo: nell'omonima regione, vicina al Nepal, vengono prodotti annualmente 10 milioni di Kg di tè. E' stato definito lo champagne dei tè sia per la sua eccellenza (ma attenzione alle sigle e al prezzo, esistono qualità più alte e più basse) sia per il gusto di moscatello. Ne esiste anche una versione verde, piuttosto difficile da trovare ma molto valida.

Un tè verde del Giappone
Secondo la leggenda, il tè arriva in Giappone dalla Cina con la religione buddista. La cerimonia del tè è parte integrante della cultura giapponese e della pratica zen.
In Giappone il tè che si produce viene quasi completamente assorbito dal mercato interno, per cui si produce solo il tradizionale tè verde. Vi consigliamo di iniziare dal diffusissimo bancha, le cui foglie provengono dalla raccolta tardiva, quindi più grandi e meno tenere. In Giappone è un tè popolare, poco ricco di teina, con molti effetti benefici e per questo in Occidente adottato dalla cucina macrobiotica.

Per approfondire: A cura di F. Pasqualetti, Il tè e le tisane, Food Editore

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