lunedì 4 novembre 2013

Consigli sulla scelta del vino



Mettiamo che vi abbiano invitato a cena e che vi sia toccato il compito di scegliere il vino.Correte al supermercato più vicino (in enoteca se siete fortunati) e rimanete inebetiti davanti a scaffali ricolmi di bottiglie di tutti i colori e prezzi. Proviamo a fare un po' d'ordine. Questa guida serve per iniziare: mano a mano che diventate più esperti, potete tranquillamente dimenticarla.

Bianco o rosso? Intanto, la scelta di fondo: un vino bianco oppure rosso. Diciamo subito che dipende dal tenore della cena a cui siete invitati. Con pietanze dai sapori più leggeri (pesce, antipastini vari, formaggi, carni bianche), prendete in considerazione i bianchi. Con cibi di sapori forti e magari grassi (carni di maiale, sughi ricchi) preferite invece i rossi. Ma attenzione: non per forza vino bianco vuol dire vino leggero come tenore alcolico o come potenza dei profumi e dei sapori (esempi: Soave del Veneto, Verdicchio delle Marche), come pure ci sono rossi "leggeri" (come il Montepulciano d'Abruzzo), che possono essere accostati anche al pesce (tipico l'accoppiamento con il cacciucco livornese). Scegliere un rosso vi darà forse maggiore successo, perché di solito chi non capisce molto di vino preferisce essere colpito da forti sapori, anche se poco armonici, piuttosto che cercare profumi più raffinati. Ma vi sconsigliamo di presentarvi con la bottiglia di rosso più costoso del negozio ad una cena a base di molluschi o simili sapori delicati: sarebbe come accompagnare una rosa con un barile di catrame!

Se non è DOC? La classificazione dei vini con i vari marchi di tutela risulta in fin dei conti un po' confusionaria e poco utile. Esistono infatti molti vini DOC di valore basso e molti vini IGT (Indicazione Geografica Tipica) di valore alto. Quindi passate direttamente al prossimo paragrafo, più utile nella scelta.

Ma quanto mi costi? Se volete bere vino degno della parola, non comprate mai niente al di sotto di 5 euro. Se non volete farvi fregare, non comprate niente sopra i 20 euro. Ecco, in mezzo a questa forchetta, c'è la felicità. Un piccolo aiuto nella scelta di qualità può anche venire dalla forma della bottiglia: i vini di qualità sono imbottigliati in bottiglie di una certa importanza, buon peso e con la base caratterizzata da una rientranza che permetta di servire con comodità infilandovi il pollice e tenendo il "corpo" con il resto delle dita.

Ma è buono questo vino? Ecco venuto il momento di stappare la bottiglia che avete comprare e di condividerla con gli invitati. Usate sempre bicchieri a calice, rigorosamente trasparenti, non troppo stretti per poter far ondeggiare il vino all'interno e poterne aspirare con comodità i profumi. Come si valuta un vino? Si inizia con la vista (colore, trasparenza), si passa al naso (profumi), poi al palato (sapori in bocca, acidità, armonia, forza) e infine al palato e naso combinati (il così detto "finale di bocca", quella persistenza di sapori ed odori che rimane una volta deglutito il vino). Sforzatevi di capire cosa vi piace in ogni vino: solo così potranno evolvere le vostre capacità di giudicare.

E' vino! Questa è l'esclamazione del somelier rappresentato da Albanese in un suo famoso sketch, dopo aver fatto roteare un bicchiere da degustazione in ogni posizione, come un funambolo. Ebbene sì, in fin dei conti è solo una bevanda poco alcolica e non c'è di peggio che fingere di esserne grandi estimatori quando lo si capisce appena. Però il vino è un mondo intero, collegato ai territori, alle persone che coltivano le vigne, alle annate tutte diverse l'una dall'altra. E il vino italiano (ma non svalutiamo a priori i vini di altre nazioni) è sorprendente perché lungo lo stivale si coltivano innumerevoli tipi di uva, autoctoni e non, che su suoli di composizione ed esposizione diversa danno risultati disparatissimi. E non abbiamo accennato ai vini liquorosi, agli spumanti, agli outsider come l'Amarone della Valpolicella...

Un consiglio finale per il vino: bevetene poco, ma di qualità.


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